Manutenzione del tappeto Panshir

tappeto panshirI tappeti Panshir non necessitano di manutenzioni particolari, possono essere spazzolati quotidianamente per eliminare la polvere depositata e strofinati mensilmente con tamponi imbevuti di una soluzione d’acqua e aceto bianco per la pulizia più profonda.
Periodicamente un buon lavaggio a secco effettuato da aziende esperte del settore ridona al tappeto l’originale lucentezza e sericità.

Un modo semplice e veloce per ridare vita e vigore al vostro tappeto!

Tappeto e Design: la qualità del tappeto PANSHIR

tappeto panshirLa trama e l’ordito sono in robusto cotone ed il vello è in lana delle migliori qualità, ritorta a mano come si usava un tempo e annodata con nodo tipo seneh, la rasatura è effettuata a forbice, rispettando i canoni di esecuzione tramandati col passare degli anni dalle maestranze persiane.

La ricercatezza dei disegni e delle lane fanno di questi tappeti degli autentici pezzi unici che possono essere anche prodotti su richiesta con i materiali e le tecniche classiche dei paesi d’origine, naturalmente in tempi adeguati alle misure – circa sei mesi -  e al numero di nodi necessari allarealizzazione.
L’alto numero di nodi per decimetro quadrato e i numerosi passaggi di trama assicurano la robustezza dei manufatti consentendone l’uso anche nelle zone più critiche della casa o dei negozi (sottotavolo, zone di grande calpestio, ingressi) e la disponibilità di misure fa sì che qualsiasi ambiente possa essere risolto con un valido accostamento di pezzi di qualità analoghe.

Il tappeto PANSHIR come oggetto di design

Le esigenze dei  consumatori del nuovo millennio sono cambiate, essi si accingono ad arredare le abitazioni di gusto decisamente moderno. In merito a questo sta prendendo piede, come oggetto di design la linea Panshir, di grande effetto, è  caratterizzata dalla semplicità e linearità dei decori quasi ad evocare l’asprezza dei paesaggi Pakistani del Sangla Hill  e dall’utilizzo sapiente dell’accostamento dei colori che ricordano le tonalità della natura,  delle terre e delle sabbie  dei paesi in cui i tappeti sono stati ideati e prodotti.
La varietà di misure realizzate su  telaio verticale è davvero vasta, per soddisfare qualsiasi esigenza, e spazia dal formato preghiera – circa 90 x 60 cm – fino alle misure più grandi ovvero 400 x 300 cm, adatte a spazi importanti e particolarmente consigliate per arredare anche esercizi commerciali, show room, alberghi.

Il tappeto orientale tra arte e il fascino del mistero

tappeto orientaleDa sempre il tappeto annodato ha costituito una delle espressioni artistiche più affascinanti e misteriose che il mondo orientale ci abbia offerto e offra tuttora, e da sempre ha svolto un ruolo primario nel completamento di progetti di design di interni di lusso, laddove il tappeto di notevoli dimensioni, piuttosto che l’esemplare di particolare pregio per rarità o valore antiquario, ben si abbinava ad arredi d’epoca ed oggetti e accessori di alta qualità.

Tuttavia, dagli anni Settanta, il tappeto orientale si è affermato in modo deciso come complemento di primaria importanza nelle case di un numero sempre crescente di estimatori e collezionisti grazie anche alla maggiore diffusione della conoscenza di questo prodotto, tramite primarie aziende italiane che hanno fatto dell’importazione e promozione dei manufatti tessili il loro punto di forza ed il loro business.

Tappeto orientale e design, tra ricerca e nuovi materiali

tappetoGrazie alla continua ricerca d’innovazione del design contemporaneo, più che mai oggi attento all’utilizzo di materiali bio-compatibili e alla eliminazione di qualsiasi dettaglio superfluo fino a raggiungere una totale pulizia degli spazi, le case di oggi sono  affascinanti per l’essenzialità dei contenuti e l’armonia delle forme, tanto delle strutture quanto degli oggetti che contengono.

Ecco che i tessuti diventano monocromi, le pareti pulite,  le luci molto tecniche e così via.
Nasce quindi la necessità di adeguare gli arredi a questa nuova esigenza per rendere l’ambiente in cui si vive coerente, non eccessivo, ma nello stesso tempo accogliente e funzionale.
In questo contesto la collocazione di uno  o più  tappeti con la funzione di riscaldare la stanza è una scelta quasi obbligata.

Iranian Loom: tappeto orientale in cucinaGrazie alla continua ricerca d’innovazione del design contemporaneo, più che mai oggi attento all’utilizzo di materiali bio-compatibili e alla eliminazione di qualsiasi dettaglio superfluo fino a raggiungere una totale pulizia degli spazi, le case di oggi sono  affascinanti per l’essenzialità dei contenuti e l’armonia delle forme, tanto delle strutture quanto degli oggetti che contengono.

Ecco che i tessuti diventano monocromi, le pareti pulite,  le luci molto tecniche e così via.
Nasce quindi la necessità di adeguare gli arredi a questa nuova esigenza per rendere l’ambiente in cui si vive coerente, non eccessivo, ma nello stesso tempo accogliente e funzionale.

In questo contesto la collocazione di uno  o più  tappeti con la funzione di riscaldare la stanza è una scelta quasi obbligata.

Come riconoscere un tappeto cinese

tappeti cinesiLa produzione dei tappeti cinesi si presume abbia inizio dopo il XVII secolo, tra l’ultima fase della dinastia Ming e la prima dinastia Ts’ing, traendo ispirazione dall’arte pittorica degli artisti Tai Wen-Chin, Wu Wei, Chan-lu, Ch’in Ying, Shen Chou e Wen Cheng – Ming.

La caratteristica principale è un campo aperto con pochi e curati disegni, che non hanno solo uno scopo decorativo ma anche un preciso significato simbolico (esempio dragone, fenice, cane-leone). Sui tappeti più antichi prevalgono i disegni geometrici e le raffigurazioni mitologiche.

I colori utilizzati sono il giallo rosato e il giallo-oro (detto anche “giallo dell’imperatore”), il blu, l’ocra scura, il bianco, il rosso e il verde, tutti derivati da elementi naturali fino al 1870 quando anche in Cina furono scoperti i coloranti all’anilina. La tecnica utilizzata è un’annodatura asimmetrica non troppo fitta (nodo senneh) con un vello rasato molto alto. I materiali di annodatura sono principalmente la seta, il cotone e la lana.

Alcune modelli rappresentativi provenienti dalla Cina sono: Khan, Mongolia fine, Ninxja.

Come riconoscere una tappeto caucasico

tappeto caucasiciLa produzione del tappeto caucasico è fatta risalire al XVI secolo.
Le prime lavorazioni avvenivano con un nodo turco o giordano, utilizzando la lana e decorando con materiali naturali trovati nelle rispettive regioni tribali, che ne contrassegnano la zona originaria.

I primi manufatti rappresentavano in prevalenza figure ispirate alla natura, poi con il passare del tempo tutta la decorazione subisce una schematizzazione, trasformando le figure in forme geometriche ed astratte.
Un motivo ricorrente è il drago stilizzato intervallato da motivi floreali I manufatti a motivo floreale sono di frequente realizzati con motivo “herati” di campo.

Il tappeto della regione caucasica viene realizzato prevalentemente in lana, con colori vivaci, come rosso e giallo. Un modello rappresentativo dei tappeti caucasici è lo Shirvan.

Come riconoscere un tappeto afghano

Tappeti Afghani:

tappeti afghaniIl materiale utilizzato originariamente per la realizzazione dei tappeti afghani era quello che le tribù nomadi avevano a disposizione, quindi lane delle loro pecore o peli di cammello.
Le tinture utilizzate erano quelle naturali che si trovavano nelle città e nei villaggi, come ad esempio radici, solfato di rame, solfato ferroso, etc… I tappeti Afghani sono realizzati con nodo persiano ed assomigliano molto alla produzione del Turkmenistan. Il famoso disegno GUL viene riprodotto spesso in svariate forme con il colore predominante rosso.
Le figure rappresentate nei tappeti dell’Afghanistan sono geometriche, ispirate agli ottagoni tradizionali. I tappeti afghani risultano al tatto molto soffici e si presentano di un colore brillante rosso o mattone.

Come riconoscere un arazzo

Riconoscere un tappeto orientale non è cosa facile: la sua materia deperibile ci ha lasciato poche testimonianze degli esemplari più antichi, ma soprattutto è difficile entrare nello spirito dei caratteri astratti che sono la prima sostanza della sua espressione.
Uno dei simboli principali della cultura persiana è il pavone, considerato un uccello sacro e animale ricco di valore all’interno dell’arte religiosa orientale.

Arazzo:

arazzoL’arazzo è un tessuto orientale, uno dei primi con ornamenti e figure, lavorato secondo una tecnica già in uso nel XIII secolo nella città di Arras (dal cui nome deriva il termine).
L’arazzo ha un’origine antichissima, i primi documenti relativi all’origine della tessitura risalgono all’anno 2000 a.C. circa e provengono da dipinti murali di tombe egiziane che raffigurano le operazioni di filatura e tessitura.

Dal XIV secolo fino al XIX secolo gli arazzi furono realizzati da esperti artigiani su appositi telai con una tecnica di lavorazione eseguita interamente a mano. Poiché i laboratori artigianali potevano produrre quantità limitate di arazzi tessuti a mano, sono stati successivamente introdotti telai meccanici grazie ai quali l’arazzo iniziò ad avere una grande diffusione. In Europa l’arazzo si diffuse a partire dal XIII secolo rappresentando le arti figurative ed i gusti delle corti e della nobiltà.

La storia del tappeto [video]

Come primo post oltre ad un saluto, volevo mostrarvi attraverso un breve video la “storia del tappeto”

Lo sapevate che…?

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